E’ uscita per Books Brothers l’antologia Frammenti di cose volgari. E’ una cosa che mi coinvolge in prima persona e a cui tengo molto. Di seguto la mia introduzione al libro.
Quello che posso dire di questa antologia.
Il minimo che posso dire è…
Siamo partiti il 2 gennaio 2006. Tre anni di booksbrothers.it, ecco quello che è successo:
- un certo numero di autori, non chiedetemi quanti ma si tratta di un numero non lontano dai 200, ha mandato il frutto del proprio lavoro creativo al nostro indirizzo di posta elettronica (attualmente ibooksbrothers@gmail.com);
- qualcuno della redazione di booksbrothers ha letto il frutto di questo lavoro creativo e ha attivato un primo tentativo di relazione con lo scrittore di turno, comunicandogli impressioni su cosa ci era piaciuto del suo lavoro, cosa no, perché sì, perché no;
- quei prodotti creativi (perlopiù racconti) che ci è sembrato superassero la nostra personalissima idea di “soglia minima di qualità”, sono stati pubblicati sul sito – in molti casi dopo aver indotto una o due riscritture dei testi – con lo scopo di dare agli autori una prima/minima possibilità di uscire allo scoperto e, spesso, di un rapporto con un pubblico attraverso i commenti. Parliamo di circa 600 post in tre anni, oltre la metà nell’AREA CREATIVA del sito.
Gli autori pubblicati hanno poi seguito le strade più diverse, alcuni hanno raggiunto la pubblicazione per strade proprie, altri attraverso una nostra intercessione di qualche tipo (Andrea Simeone, Tommaso Giagni, Giovanni Di Iacovo, Elisabetta Marchiolo). La cosa certa è che dalle parti di booksbrotehers è successa una cosa semplice, ma sempre più rara in Italia: delle persone hanno scritto qualcosa, altre persone hanno letto quelle cose, tra gli uni e gli altri c’è stato uno scambio di idee. Dalle nostre parti esiste un piccolo ma vitale “ambiente creativo”, dove gli autori ricevono l’attenzione e il rispetto che meritano.
Una selezione di quello che consideriamo il meglio di quanto generato in questo ambiente sta nel libro che avete tra le mani: questo è il minimo che posso dire di questa antologia, e mi sembra moltissimo.
Il massimo che posso dire, invece… Continua a leggere
